Ven 16.30-18.30 - Sab e festivi 10.00-12.00 / 15.30-18.30

La casa studio

La casa studio

Nell’aprile 2024 è stato inaugurato il progetto di riallestimento e ampliamento della “nuova” Casa Varoli e qui di seguito elencate le sezioni in cui è stato suddiviso il percorso di visita.

È un luogo di grande fascino per Varoli, appassionato raccoglitore di memorie del passato.

Nel 1937, consapevole del valore storico dell’edificio, intraprende le pratiche necessarie al suo recupero con la Soprintendenza dell’Emilia e della Romagna e lo porta a pieno compimento. A seguito di alcune perizie architettoniche, emerge come la struttura anticamente non fosse destinata ad accogliere le scuderie sforzesche, ma con più probabilità dovesse svolgere la funzione di cappella gentilizia della famiglia Attendoli-Sforza.

Fra il novembre 1944 e l’aprile 1945, durante i cinque mesi di permanenza del fronte sul Senio che assediano e schiacciano Cotignola tra due eserciti, i pesantissimi bombardamenti alleati si accaniscono sul piccolo centro abitato. Il paese è letteralmente annientato e fra i cumuli di macerie vi sono anche la Scuola Arti e Mestieri, l’abitazione e lo studio di Varoli. Solo per quest’ultimo si prospetta la possibilità di una ricostruzione e, quando l’edificio risorge, il piano terreno diviene la dimora dell’artista, mentre il primo piano è adibito a studio e scuola. 



Atlante dei frammenti e dei pezzi sparsi

Varoli collezionista e conservatore fa della sua casa studio un luogo di memorie in cui raccoglie reperti e testimonianze dall’antico insieme a frammenti architettonici e ornamentali recuperati dalla distruzione bellica. Lacerti e resti di varie epoche e provenienze che finiscono quasi per mescolarsi e confondersi con le sue copie, citazioni e repliche che fanno di questo luogo un vero e proprio condensato di storie e memorie, una mappa del passato che continua a trasformarsi, crescere ed aggiustarsi.

Ada, Guido, Anna e Luigi

Elena Bucci legge dal diario di Ada Valabrega Ottolenghi, pubblicato nel 2021 da il Mulino con il titolo Ci salveremo insieme. Una famiglia ebrea nella tempesta della guerra, un brano che descrive l’arrivo della famiglia Ottolenghi a Cotignola nella casa del professore

Selvatico. Un bestiario

Gli animali. Le amate bestie.
Una raccolta di corna, teschi, gessi e copie dall’antico, ceramiche, piccole sculture in terracotta, teste di legno, di ferro e di cartapesta, e disegni fatti dagli allievi del maestro o da Varoli stesso, come il bellissimo barbagianni in terracotta, o la grande testa di bue in rete metallica e filo di ferro.

Segnare intorno (alle pagine). I libri e la biblioteca di Luigi Varoli

Da Rodin a Wildt, dai ritratti del Fayum a Rembrandt, da Bosch a Turner e Van Gogh, da Muzio Attendolo ai braccianti romagnoli, da Pinocchio alla Biennale di Venezia, dai manuali Hoepli alle riviste illustrate. Dai disegni di Francesco Paolo Michetti a quelli di Domenico Rambelli. La scultura nordica. L’arte dei “primitivi”.Anche la libreria del maestro rivela i suoi molti interessi e curiosità, dal mondo magico e popolare romagnolo all’amore per il disegno e la scultura, e una propensione quasi animista per le materie e il fare, tra arte, gioco, mestiere e artigianato.

Lezione e Banchetto Futurista. Depero Cotignola

Dallo straordinario Libro imbullonato Dinamo Azari del 1927 al Numero Unico Futurista Campari del 1931 passando per Francesco Balilla Pratella e Marinetti: Fortunato Depero a Cotignola, storia di un incontro magico ed esplosivo tra il futurista e il maestro di campagna. Il grande tavolo raccoglie i quattro libri donati dall’artista di Rovereto al cotignolese con tanto di dediche, libretti del musicista futurista lughese e altri oggetti riconducibili a questo scambio e a un sorprendente evento con cena futurista a Cotignola. 

Preghiere e mondi magici

Crocifissi, Madonne, corone di spine, rosari, immagini devozionali, quasi reliquie e p.g.r.
Una specie di animismo nei confronti degli oggetti, delle cose e delle materie orienta in maniera quasi tattile lo sguardo di Varoli, insieme a un gusto e attrazione mai esauriti per l’antico e il mestiere dei maestri che lo porta a collezionare e a fare della sua casa e studio quasi un museo in cui convivono semplicità e tradizione popolare con la grande bellezza dalla storia dell’arte.
Su tutti si segnala il bellissimo crocefisso in legno del XVI-XVII secolo.

Pensiero stupendo: Varoli contemporaneo

Una serie di opere contemporanee realizzate appositamente per il Museo, donate o frutto di residenze artistiche che animano il percorso di visita alle collezioni del passato.

Del nero, di ombre e fantasmi

Fotografie a quadretti e sguardi dal passato.
L’archivio fotografico del professore, fatto soprattutto di volti, sentimenti e affetti. Una platea di sguardi e facce spesso utilizzata per realizzare ritratti. A queste fiume di fotografie fatto di volti anonimi e conosciuti si affiancano le molte riproduzioni di opere d’arte antica e moderna a formare un atlante di mondi, spunti, inneschi e possibilità che lo hanno nutrito e accompagnato nelle sue sperimentazioni, stagioni e innamoramenti.

Segnare intorno (alle pagine). I libri e la biblioteca di Luigi Varoli

Da Rodin a Wildt, dai ritratti del Fayum a Rembrandt, da Bosch a Turner e Van Gogh, da Muzio Attendolo ai braccianti romagnoli, da Pinocchio alla Biennale di Venezia, dai manuali Hoepli alle riviste illustrate. Dai disegni di Francesco Paolo Michetti a quelli di Domenico Rambelli. La scultura nordica. L’arte dei “primitivi”.Anche la libreria del maestro rivela i suoi molti interessi e curiosità, dal mondo magico e popolare romagnolo all’amore per il disegno e la scultura, e una propensione quasi animista per le materie e il fare, tra arte, gioco, mestiere e artigianato.

Bianco. Disegnare per vedere meglio

La gipsoteca di Varoli e della Scuola di Arti e Mestieri. Modelli ed echi di bellezza classica o grottesca, frammenti eroicamente sopravvissuti al tempo da copiare e disegnare dal vero, replicandoli in innumerevoli copie.

La seconda musa. Varoli musicista

Fotografie, dipinti e illustrazioni, statue in cartapesta e spartiti, e un’importante collezione che comprende rari strumenti musicali testimonia di questa grande passione e amore per la musica dell’artista cotignolese. Una spinetta del ‘700 (una specie di strano e piccolo clavicembalo), e un importante contrabbasso Gasparo da Salò tra rinascimento e barocco, sormontato da una meravigliosa testa di grifo. 

Inventario Varoli

Un armadio in forma di archivio, una camera delle meraviglie in miniatura.
Una costellazione che raccoglie e congiunge mondi e pezzi sparsi, memorie e storie perdute.

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Resistente. Cotignola il Paese dei Giusti nella Battaglia sul Senio

Una doppia sezione racconta la rete della solidarietà, con l’ospitalità concessa ad opera di un’intera comunità ad ebrei in fuga, rifugiati politici e sfollati a partire dall’8 settembre 1943 e, di poco successivo, l’assedio di Cotignola che schiaccia il paese tra due eserciti per 145 giorni dal novembre ‘44 fino alla Liberazione del 10 aprile del 1945.

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La casa Studio

Nuova Casa Varoli. Cimeli, mirabilia, strumenti musicali e una piccola biblioteca

I Giusti

La sezione dedicata ai Giusti fra le Nazioni cotignolesi

Cotignola 44-45

“Blasted off the map”. Cotignola prima, durante e dopo il secondo conflitto mondiale

Varoli contemporaneo

Una sezione diffusa dedicata alle opere di arte contemporanea acquisite, donate e commissionate in dialogo con Luigi Varoli

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