Ven 16.30-18.30 - Sab e festivi 10.00-12.00 / 15.30-18.30
Un piccolo scrigno di reperti e frammenti, tra epoca romana e medioevo
Palazzo Sforza è ora sede delle mostre temporanee, contenitore e contenuto ideale, sia per l’importanza che riveste l’edificio stesso, sia per una sorta di stratificazione di storie e momenti che lo caratterizzano e che qui si sommano abbracciando le principali vicende ed eccellenze storico-artistiche della città di Cotignola, vicende che ben si riflettono nella articolazione in tre sezioni distinte in cui si divide il museo; sezioni che il museo collega tra loro rintracciando fili e trame che le congiungono: la collezione delle opere di Luigi Varoli, la Sezione Archeologica (dagli insediamenti romani al Medioevo) e una nuova sezione dedicata proprio alla scuola cotignolese del Rinascimento.
Il Palazzo era in origine l’antica casa della famiglia degli Attendoli che, secondo la tradizione, vide i natali nel 1369, da Giovanni ed Elisa Petraccini, di Muzio Attendolo, capostipite della dinastia Sforza.
Muzio Attendolo Sforza (Cotignola 1369 – Pescara 1424) è un nome ben noto tanto nel Trecento quanto oggigiorno nel nostro territorio. Le notizie che lo riguardano, così come le fonti e gli studi, non sono così numerose come si potrebbe pensare. Molte inesattezze ed incertezze unite a leggende come quella del lancio della zappa (o ascia) sulla quercia, ci restituiscono un immaginario mitologico del personaggio. Quello che sappiamo con certezza è che il giovane Attendolo, quando parte per il mestiere delle armi, al soldo di Boldrino da Panicale nel 1382, non è totalmente estraneo al “settore”. Nella famiglia del padre diversi altri parenti pare lo avessero preceduto su questa strada. Erano inoltre frequenti le liti con la famiglia Pasolini, altro ramo nobile cotignolese.
Dopo i primi anni come “venturiero” e i legami con Boldrino e Alberico da Barbiano – artefice con buone probabilità del soprannome “Sforza” – Muzio si mette a servizio delle più disparate fazioni su tutto il territorio italiano. Condottiero abile e scaltro, ma altrettanto lungimirante negli affari matrimoniali e familiari. Oltre alle proprie unioni, combinerà nozze vantaggiose per sottoposti, parenti vicini e lontani, figli e addirittura per Lucia da Torsciano, genitrice della maggior parte della sua discendenza.
Una figura complessa e affascinante, mercenario scorbutico e stratega sagace che diverrà talmente noto per il suo nomignolo che tutti i suoi eredi lo adotteranno come cognome – a partire da Francesco, figlio illegittimo, che nel 1450 divenne Duca di Milano.
Il capitolo del progenitore Sforza si chiude nel 1424 durante un assedio a L’Aquila operato da Braccio da Montone, sua storica nemesi, con l’annegamento nel fiume Pescara.
Ad oggi le sue ultime tracce a Cotignola sono costituite da alcune porzioni della casa natale, contenitori del Museo e di Casa Varoli.
L’edificio dunque, in seguito noto come ‘Palazzo Sforza’, aveva funzione di nobile abitazione con dipendenze affiancate e disposte nelle immediate vicinanze come venne documentato negli acquerelli di Romolo Liverani, realizzati nella prima metà dell’Ottocento.
Fu poi sottoposto a un generale intervento di recupero nel 1894-1897 e al termine dei lavori fu dichiarato Monumento Nazionale per l’Arte e la Storia, ma ciò non valse a risparmiarlo dalla distruzione provocata dai bombardamenti del 1944 e 1945. Il palazzo fu sventrato, il tetto e i piani crollarono completamente, rimasero solo alcune parti dei muri perimetrali. L’edificio fu poi ricostruito nel 1961, su progetto dell’architetto Carlo Visani di Lugo, nel rispetto delle forme originali, con gli archi gotici e le finiture in cotto che un tempo lo caratterizzavano.
Attualmente le sale al piano terra sono adibite a mostre temporanee e alla sezione sulla Cotignola del Rinascimento, al primo piano sono allestite la Pinacoteca dedicata a Luigi Varoli e la Sala Archeologica. Di quest’ultima fanno parte anche le steli funerarie di epoca romana conservate nel cortile che affaccia su via Matteotti.
Un piccolo scrigno di reperti e frammenti, tra epoca romana e medioevo
L’eredità artistica di Luigi Varoli, maestro del Novecento
La nuova sezione dedicata alle maestranze cotignolesi tra XV e XVI secolo
Casa Varoli >
Via Cairoli 5/A e C.So Sforza 24 – 48033 Cotignola RA
Palazzo Sforza >
C.So Sforza 21 – 48033 Cotignola RA
Venerdì 16.30-18.30
Sabato, domenica e festivi
10.00-12.00 / 15.30-18.30
Ingresso gratuito